Adesso vorrei partire.

Così, senza portare nulla, qualche vestito, un ipod e la chitarra.
Senza cellulare, senza social,senza nessuno. Lasciando tutto a casa, le cose brutte ma anche quelle belle. Staccare totalmente da tutto, per tornare ed apprezzarle ancora di più; per riguardare le ansie e dire ‘forse non è così grave’.

Una settimana, un mese, anche due.
Stare bene con me stessa, imparare a farmi compagnia da sola, a staccare internet e guardare le cose più nel profondo.
Vorrei partire per fare chiarezza nella mia vita, nella mia testa .

Vorrei partire.
Per poi tornare.

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‘…E andiamo a dare fuoco ai tramonti.’

Un tempo rimanevo a bocca aperta in silenzio, a guardare il cielo arrugginirsi e il sole affondare nel mare. Una delle poche cose che mi dava completezza, quella distesa di sfumature che si specchiano su una tavola , di onde che si dissolvono sulla sabbia, mi rilassavano a tal punto da farmi sentire una persona piena, da farmi dimenticare problemi, preoccupazioni. Rimanevo li da sola, con una cuffietta infilata in un orecchio, con una canzone e i pensieri che svanivano pian piano che il cielo si colorava.

Col tempo qualcosa è cambiato, io sono cambiata.
Guardare il mare, le onde e più di tutto il sole tramontare mi trasmette immediatamente malinconia.

Il vuoto, il nulla.

E’ così che mi sento. Come se nella mia vita non avessi nulla, come se io non fossi nulla. Il bisogno di condividere momenti e sensazioni con qualcuno, la solita immancabile paura. Ci affogherò prima o poi.

Rimango ferma, circondata dalle mie immancabili ansie, da questo senso di solitudine che ultimamente sembra l’unica cosa capace di farmi compagnia e persone che lascio passare per la mia vita, senza lasciare tracce rilevanti.

E’ così che mi sento un po’. Un sole che cerca di splendere e riscaldare, che viene coperto a volte, che brucia e si consuma per dare calore agli altri, che meritino o meno.
Poi arriva il momento e tramonto anche io, ogni giorno, nascondendomi, dando spazio al buio,sparendo nel nulla senza lasciare alcuna traccia aspettando il momento di tornare.

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driving to nowhere.

Spesso cammino senza rendermi conto dove sto andando. Seguo strade e percorsi istintivamente, a volte arrivo dove volevo, altre non so nemmeno dove mi trovi. La verità è che mi piace camminare senza sapere dove sto andando. Mi rilassa non avere uno schema da seguire, percorsi stabiliti, strade da dover fare o meno. Poi mi rendo conto che lo faccio anche per la mia vita. Nello stesso identico modo. Cammino e mi faccio trascinare da istinti, muto il mio umore o il mio percorso a seconda di una canzone. Sbaglio, mi scuso, ringrazio. Cerco stanca di capire quelli intorno cosa fanno, provo a captare quello che pensano di fare, mi incazzo quando evitano di essere chiari e non si comportano in maniera giusta. E’ la mia vita fondamentalmente. Vivo così per tre quarti del tempo, senza chiedermi troppo se sto andando bene, seguendo più o meno bene regole che mi vengono imposte. Poi però ad un certo momento mi fermo. La maggior parte dei casi la prima cosa che faccio è prendere un cellulare e cercare persone. Quelle che credo siano giuste, quelle di cui istintivamente ho bisogno. Il problema fondamentalmente è che ho paura. Ho paura di fermarmi e non avere nessuno. Ho paura di fare errori che feriscano. Ho paura di sbagliare tutto,a ancora di nuovo. Quindi cammino. Cammino senza una meta, senza una strada, sperando di non dovermi fermare mai. Ma ora mi sono fermata. Mi sono fermata e sono confusa. Sono confusa e terribilmente spaventata. Spaventata da quando scenderò, da quello che devo vivere, dal prendere un cellulare e non trovare nessuno, dall’avere paura, dall’essere sola,dal dover affrontare il mondo, dal dover fingere che la mia vita sia okay eppure al tempo stesso sento il bisogno di dover smetterla di scappare . Ora sono ferma. E per quanto potrà dover essere complicato questo mio essermi fermata porterà delle scelte, che forse saranno giuste,sbagliate ma almeno potrò dire di averle prese pensandoci e non perché stavo fuggendo dal passato , dalle mie paure e dalla solitudine.