(Vieni a prendermi)

​Ci sono le solite urla di mia madre ed io che cerco di coprirle con la musica. Con il lenzuolo che mi copre le gambe, più per creare un distacco con il mondo esterno che per un freddo reale. E nel buio, nella solitudine della mia camera mi sento come quando a dodici anni mi promettevo di fuggire via in fretta. Sono ancora qui. Con queste pareti sporche che mi stanno sempre più stette, con le paure che mi soffocano, la solitudine a farmi compagnia nel vuoto di una cazzo di canzone di merda a caso che sto ascoltando. 

Volevo fuggire in fretta. Poi sono rimasta aggrappata alle speranze, a qualche persona che credevo valesse la pena e ai ricordi che col tempo ti idealizzano le aspettative. 

Sono ancora qui, con le stesse urla in sottofondo, gli occhi chiusi e lo stomaco che fa male ma non ci credo più che basti solo che il tempo scorra per stare meglio. 

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